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	<title>stocastico.it &#187; Architettura</title>
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	<description>L&#039;universo intero è contenuto in ogni vita, in ogni momento della sua esistenza. Viceversa, ogni momento di vita permea in continuazione l&#039;intero universo. Daisaku Ikeda</description>
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		<title>Breve storia dell&#8217;architettura di Haarlem</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 15:42:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Haarlem può essere definita una città storica. La sua storia mostra un numero notevole di continuità. Continuità nell&#8217;ambiente fisico: la posizione su una vecchia collina inizialmente definita da foreste e fiancheggiata da entrambi i lati da zone ricoperte da torba (la foresta di Haarlem è un resto di quel territorio, così come la foresta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Haarlem può essere definita una città storica. La sua storia mostra un numero notevole di continuità. Continuità nell&#8217;ambiente fisico: la posizione su una vecchia collina inizialmente definita da foreste e fiancheggiata da entrambi i lati da zone ricoperte da torba (la foresta di Haarlem è un resto di quel territorio, così come la foresta di Leidse e la foresta di Alkmaarder); continuità nei tipi di attività: costruzioni navali e industria metallurgica, stampa ed editoria; continuità nel rapporto con Amsterdam. Tutte queste continuità hanno trovato il loro effetto nello sviluppo del territorio. <span id="more-115"></span>Nel fulcro della città medioevale coesistono edifici del diciassettesimo secolo, del diciannovesimo secolo così come costruzioni moderne accumunate dalle più diverse vicende; la configurazione delle strade della città medioevale è raramente cambiata, e le direzioni delle vie di quel tempo sono state estese dalle nuove vie costruite fino al ventesimo secolo. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo le circonvallazioni sono state collegate con la città da un rete di strade e linee tramviarie. Anche il forte rapporto con Amsterdam è rigorosamente visibile: canale preferenziale e capolinea della linea che le congiunge, ancora oggi sono visibili la linea tramviaria e linea telefonica.</p>
<p><strong>Le origini</strong><br />
Nell&#8217;undicesimo secolo, nel luogo ora chiamato Grote Markt, si era stabilito un gruppo di contadini e pescatori. Qui una lingua di terreno (un&#8217;antica duna sabbiosa) e lo Spaarne si incontrano. Era un punto strategico rispetto all&#8217;Olanda poichè vicino al suo punto più stretto, fra l&#8217;entroterra e il mare, e fece, quindi da naturale collegamento tra lo Zuiderzee e il mare aperto. Questa penisola era in passato un territorio invalicabile. L&#8217;unico collegamento fra le Kennemerland, nel nord, e le Rijnland, nel sud, fu consolidato sul terreno sabbioso e prese il nome di &#8220;heerweg&#8221;. Traccie di queste vie sono ancora visibili nella attuale città, sono infatti rimaste quasi immutate e corrispondono all&#8217;attuale percorso nord-sud: Schoterweg, Kruisweg, Kruisstraat, Barteljorisstraat, Grote Markt lungo il municipio, Koningstraat, Gierstraat, la parte più meridionale di Grote Houtstraat, Houtplein, Wagenweg e Herenweg. La monarchia olandese ebbe una &#8220;corte&#8221; ad Haarlem nella sede dell&#8217;attuale municipio.<br />
Chi oggi, nel ventunesimo secolo, percorre in bicicletta quell&#8217;itinerario non si rende conto che le stesse vie furono tracciate dalle truppe della monarchia olandese ottocento anni prima, su una territorio formatosi 10.000 anni fa. Ad Haarlem il presente è già passato e il tempo passato non si è ancora chiuso. Come conseguenza della posizione strategica e dello sviluppo commerciale fra Hanzesteden e Rijnland nell&#8217;Olanda orientale, Haarlem acquistò a pieno titolo nel 1245 il grado di seconda città in Olanda dopo Dordrecht, circa sessant&#8217; anni prima della crescita di Amsterdam. Nei Paesi Bassi, lo sviluppo è avvenuto a sud e ad est, infatti le città più vecchie sono sorte in queste aree, inoltre la legge della città di Haarlem è quasi una copia di quella del 1185 di Hertogenbosch. Probabilmente la città era a quel tempo già fortificata. I bordi del fossato sono stati tracciati lungo l&#8217;attuale Gedempte Oude Gracht (il vecchio canale secondario), il Nassaulaan (dal profilo di entrambe le vie si può tuttavia comprendere come fossero i fossati originari), Nassaustraat e Ridderstraat, Bakenessergracht e il fiume Spaarne: un&#8217; area di approssimativamente un quarto di chilometro quadrato. Le case erano di legno e principalmente costruite addossate le une alle altre. Soltanto alcuni monasteri, chiese ed un edificio amministrativo erano costruiti in pietra. Molti “poorters„ (abitanti riconosciuti delle città) erano tuttavia coltivatori e avevano, come i monasteri, anche terreni fuori dalla città.</p>
<p><strong>Primo periodo di crescita</strong><br />
Come conseguenza dello sviluppo del commercio e dei trasporti e dell&#8217;arrivo dei tessitori di lana fiamminghi da Laeken, che fuggivano dalle difficoltà trovate nelle città dell&#8217;Olanda meridionale, la popolazione all&#8217;inizio del quattordicesimo secolo aumentò velocemente. Quindi il consiglio direttivo della città si riunì per decidere come sviluppare la città senza diminuirne le difese: consolidare l&#8217;esistente o estendere la città all&#8217;esterno? In primo luogo si decise per il consolidamento: costruendo nei giardini e in altri spazi aperti. Ma il consolidamento rende le città vulnerabili. Nel quattordicesimo secolo in tutte le grandi città olandesi dal centro densamente edificato da costruzioni in legno, divampano grandi incendi che durano anche diversi giorni; ad Haarlem si verificarono nel 1328 (quasi l&#8217;intera città andò in fiamme compreso il primo Sint Bavokerk), nel 1347 e nel 1351. Queste calamità diedero un potente slancio allo sviluppo di tecniche di costruzione meno vulnerabili e ad un&#8217;organizzazione sociale più attenta nella città. Si costruì sempre più in mattone (un&#8217;invenzione estremamente importante in una zona senza pietra naturale) e questo processo continuò fino al diciottesimo secolo. Lo sviluppo del camino ridusse il pericolo di incendi e permise di costruire su più livelli causando un ulteriore consolidamento. In questo periodo il modello di via della città si presentava come ancora oggi sappiamo. Si iniziò con la costruzione del municipio [5] e della Grote of Sint Bavokerk (Cattedrale di S.Bavo) [6] &#8211; costruzioni che danno ancora oggi un grande contributo all&#8217;identità della città. Per quel che riguarda l&#8217;organizzazione sociale, il consiglio direttivo della città era eletto sempre allo stesso modo, secondo determinate regole e controlli. Si adottarono nuove strategie di prevenzione dagli incendi (in quasi tutte le città sono presenti i vecchi regolamenti di prevenzione incendi), attraverso la pianificazione delle nuove costruzioni e una normativa antincendio. All&#8217;inizio del quattordicesimo secolo avvenne già la prima estensione della città verso il Bakenes mentre qualche decennio più tardi ne seguirono altre verso Burgwalgebied e successivamente verso lo Spaarne. Tuttavia gradualmente, fuori le mura, andava stabilendosi un numero sempre maggiore di persone dette &#8220;buitenpoorters&#8221;(cittadini stranieri). Il consiglio direttivo della città provò a contrastare l&#8217;immigrazione clandestina senza molto successo. Tra la seconda metà del quattordicesimo e l&#8217;inizio del quindicesimo secolo erano vaste le estensioni sviluppatesi verso est, ovest e sud. I confini divennero: Papentorenvest, Oostvest, Herenvest, Kampervest, Raamvest e Westvest &#8211; l&#8217;attuale Wilhelminastraat (dalla conformazione di questa via si può intuire che inizialmente si trattava di un canale). Queste estensioni hanno significato una semplificazione della superficie (a 1.3 chilometri quadrati). Le mura difensive della città vennero interamente raddoppiate con sette cancelli e trentaquattro torrri includendo le nuove espansioni. Appena due secoli e mezzo più tardi una nuova estensione sarebbe stata necessaria.</p>
<p><strong>Ordine e disordine</strong><br />
Il secolo di prosperità e di espansione, nel quale Haarlem si sviluppa fino ad essere la città più importante del Nord dei Paesi Bassi, è seguito da un lungo periodo altalenante. A partire da 1433 I Paesi Bassi finiscono sotto l&#8217;autorità centrale dei duchi di Borgogna e dal 1482 sotto quella degli Asburgo d&#8217;Austria e Spagna, i quali conducono una politica centralizzante verso la corte di Bruxelles. Ma il potere raccolse consensi. Nel 1463 per la prima volta, il sovrano riunì lo Stato Generale dei rappresentanti dei distretti olandesi per togliere a ciascuna città e distretto i relativi tassi di interesse e rinforzare diritti e libertà, fatto confermato dal documento detto &#8220;Grande Privilegio&#8221; del 1477. In questo periodo nasce l&#8217;opposizione tra i due partiti Hoekse e Kabeljauwse, che durerà per più di un secolo. La lotta tra i due partiti mostra a lungo un carattere caotico, ma gradualmente il partito Kabeljauwse prevale grazie all&#8217;aiuto della borghesia e dei cittadini governati dalla nobiltà &#8211; quest&#8217; ultima in stretto collegamento con la corte &#8211; i quali sono schierati insieme ai coltivatori ed al crescente proletariato urbano nel partito di Hoekse. L&#8217;antagonismo è evidente in tutte le città ed i distretti. Come conseguenza la lotta avviene con intermittenza all&#8217;interno delle città, fra le città, fra le case in tutta Europa. A Haarlem una grande parte del quindicesimo secolo è caratterizzata da tumulti e distruzione, per il libero passaggio verso la crescente Amsterdam, assediato dall&#8217;insoddisfatto podere di Kennemer e lotta con l&#8217;autorità centrale riguardo alle pesanti e numerose tasse.</div>
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		<title>La complessit&#224;  della citt&#224;  islamica</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 14:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La caratteristica più evidente della maglia urbana di una città islamica è la mancata adozione della griglia ortogonale a cui le nostre città occidentali, in particolare quelle di impianto romano, ci hanno abituato. A tal proposito, in un interessante libro di Fusaro sul tema della città islamica1&#160; è possibile leggere: &#8220;Ogni parte della griglia risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>La caratteristica più evidente della maglia urbana di una città islamica è la mancata adozione della griglia ortogonale a cui le nostre città occidentali, in particolare quelle di impianto romano, ci hanno abituato. A tal proposito, in un interessante libro di Fusaro sul tema della città islamica<sup>1&nbsp;</sup> è possibile leggere:</p>
<p>&#8220;Ogni parte della griglia risulta per la struttura urbana musulmana troppo indistinta, è impedita la localizzazione e l&#8217;individuazione dei nuclei sociali.&#8221;</p>
<p><span id="more-101"></span>A proposito, però, dell&#8217;ordine (apparente) della maglia ortogonale chiarisce con  un&#8217;efficace metafora:</p>
<p>&#8220;D&#8217;altra parte, la scacchiera è ordinata e perfetta solo fino a quando tutti i pezzi sono ancora allineati prima che inizi la partita, ma l&#8217;interesse nasce proprio con la prima mossa, con il primo squilibrio; allo stesso modo il disegno geometrico urbano è perfettamente ordinato finchè è sulla carta, il primo abitante e il primo edificio ne rompono però, una volta per tutte, l&#8217;ordine e immediatamente inizia il processo di adattamento dello schema alle esigenze vitali della società.&#8221;</p>
<p>Prosegue poi:</p>
<p>&#8220;Non è dunque l&#8217;ordine geometrico, nelle sue forme elementari e astratte, a definire la città fisica; al contrario è l&#8217;ordine della <em>civitas</em> che determina quelle forme di geometria complessa e articolata che meglio ne esprimono le valenze e le aspirazioni. La geometria in questo caso non è un fine aprioristico, ma un mezzo sottoposto a continua verifica, verifica per la quale può risultare che la strada più breve sia la più adatta e non necessariamente quella rettilinea.</p>
<p>Come in natura la forma di un cespuglio non è meno precisa e strutturalmente razionale di quella più &#8220;evidente&#8221; di un cristallo di ghiaccio con la sua regolarità, così la geometria della linea spezzata, che tanto spesso definisce il tracciato viario, non è meno precisa di quella della retta, rispetto alla quale è solo meno elementare, dal momento che a determinarla hanno concorso esigenze più varie e complesse.</p>
<p>Il tessuto urbano tende infatti di regola ad adeguarsi alle condizioni ambientali risolvendo i problemi di altimetria del terreno e cercando di sfruttare le migliori condizioni di esposizione al sole e ai venti dominanti. Tutti questi fattori concorrenti portano ad una sintesi spaziale che non approda a schemi elementari precostituiti, ma a soluzioni che hanno la complessità dei processi biologici e artistici.&#8221;</p>
<p>Poichè però, come lo stesso Fusaro nota, l&#8217;impianto urbano è un &#8220;fine in perpetua realizzazione&#8221;, non è escluso che la stratificazione temporale possa portare a forme di regolarità geometrica; a tal riguardo riporta l&#8217;esempio della Medina di Fez, studiato da Titus  Burckhardt<sup>2&nbsp;</sup>:</p>
<p>&#8220;studiando la disposizione di oltre duecento moschee dotate di minareto, &#8220;scopre con stupore&#8221; la loro estrema regolarità di distribuzione. I cerchi di udibilità con raggio di circa sessanta metri, misurati sulla portata della voce del <em>muezzin</em>, senza aiuto di altoparlanti, tracciati con centro in ciascun punto indicante un minareto coprono per intero la pianta della città con una maglia regolare sovrapposta a quella complessa della viabilità: la prima non apparente e da scoprire, la seconda in evidenza. Ordine geometrico complesso e ordine geometrico elementare, utilizzati di volta in volta in funzione della più efficace risposta a ciascun problema che concorrono a risolvere, si integrano nell&#8217;ordine di livello superiore della città&#8221;.</p>
<ins style="text-decoration:none;"><div class="wpflickr_container"><div class="wpflickr_title">Islam</div><img src="http://farm2.static.flickr.com/1397/623298784_62eff1c420_s.jpg" alt="Islam" /><img src="http://farm2.static.flickr.com/1270/623298580_5ed47c9eee_s.jpg" alt="Islam" /><img src="http://farm2.static.flickr.com/1012/621809483_d0919c37b7_s.jpg" alt="Islam" /><img src="http://farm2.static.flickr.com/1165/622502010_03d211bb05_s.jpg" alt="Islam" /><img src="http://farm2.static.flickr.com/1372/621755413_5609c4aef3_s.jpg" alt="Islam" /></div></ins>
</div>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_101" class="footnote">Fusaro Florindo, &#8220;La città islamica&#8221;, Laterza.</li>
<li id="footnote_1_101" class="footnote">Burckhardt Titus, relazione al seminario &#8220;Architecture as Symbol and Self-Identity&#8221;, Fez, Marocco, 9-12 ottobre 1979.</li>
</ol>
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		<title>Ci sono troppi architetti in Europa?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 13:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il desiderio di soddisfare questa domanda amletica, il blog Anarchitecture ha presentato un grafico con la distribuzione degli architetti per ogni 1000 abitanti di ciascuna nazione europea. L&#39;occhio mi &#232; caduto immediatamente sul primato italiano che trova un riscontro sia nelle profonde radici culturali sia nel difficoltoso inserimento dei giovani aspiranti architetti nel mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il desiderio di soddisfare questa domanda amletica, il blog <a href="http://anarchitecture.blogspot.com/2006/07/architects-per-thousand-people_12.html">Anarchitecture</a> ha presentato un grafico con la distribuzione degli architetti per ogni 1000 abitanti di ciascuna nazione europea. L&#39;occhio mi &egrave; caduto immediatamente sul primato italiano che trova un riscontro sia nelle profonde radici culturali sia nel difficoltoso inserimento dei giovani aspiranti architetti nel mondo del lavoro.  La fonte dei dati: <a href="http://www.baunetz.de/sixcms_4/sixcms/detail.php?object_id=38&amp;area_id=1655&amp;id=115864">DBZ-online</a>.
<ins style="text-decoration:none;"><div class="wpflickr_container"><div class="wpflickr_title">Too and many</div><img src="http://static.flickr.com/91/241985601_f29af6ab61_s.jpg" alt="Too+many" /><img src="http://static.flickr.com/95/237124484_1b5b9ac853_s.jpg" alt="Too+many" /><img src="http://static.flickr.com/98/236261649_aa44ed5790_s.jpg" alt="Too+many" /><img src="http://static.flickr.com/80/235602649_81191dbd83_s.jpg" alt="Too+many" /><img src="http://static.flickr.com/85/229988998_924955c205_s.jpg" alt="Too+many" /></div></ins>
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		<title>Architettura olistica</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 00:47:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se il pensiero scientifico trova forti punti di contatto con culture orientali (es. buddismo), anche l&#39;architettura ormai da anni si interessa alla tradizione orientale per la sua visione olistica del costruire. Nelle scuole d&#39;architettura si assiste sempre pi&#249; ad un revival delle antiche arti asiatiche e anche sulle riviste si parla spesso di Feng Shui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il pensiero scientifico trova forti punti di contatto con culture orientali (es. buddismo), anche l&#39;architettura ormai da anni si interessa alla tradizione orientale per la sua visione olistica del costruire. Nelle scuole d&#39;architettura si assiste sempre pi&ugrave; ad un revival delle antiche arti asiatiche e anche sulle riviste si parla spesso di Feng Shui piuttosto che Vastu, purtroppo per&ograve; il pi&ugrave; delle volte si tratta solo si espressioni modaiole a scopo di vendere oggetti dal gusto esotico.<span id="more-49"></span> Ad ogni modo, se il termine &quot;olistico&quot;<sup>1&nbsp;</sup> pu&ograve; sembrare eccessivo, esiste anche chi crede e studia un&#39;architettura concretamente &quot;pi&ugrave; sana&quot;. Oltre alle strutture accademiche esistono numerosi enti che affrontano queste problematiche, per esempio la ISES<sup>2&nbsp;</sup> &egrave; una associazione no-profit per la promozione dell&#39;utilizzo dell&#39;energie rinnovabili, oppure l&#39;ANAB<sup>3&nbsp;</sup> che si occupa di architettura a basso impatto ambientale. Esistono sicuramente molte altre realt&agrave; che come queste promuovono la ricerca per la salute e il benessere senza doversi nascondere dietro nomi esoterici poveri di significato.
<ins style="text-decoration:none;"><div class="wpflickr_container"><div class="wpflickr_title">Renge</div><img src="http://static.flickr.com/35/64374485_2ee975a3b0_s.jpg" alt="Renge" /><img src="http://static.flickr.com/23/30629338_46f1be5cc2_s.jpg" alt="Renge" /><img src="http://static.flickr.com/9/13342194_f5002c2ec2_s.jpg" alt="Renge" /><img src="http://static.flickr.com/7/8964398_75950a994d_s.jpg" alt="Renge" /><img src="http://static.flickr.com/7/8964397_a85603c3ad_s.jpg" alt="Renge" /></div></ins>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_49" class="footnote">Olismo. (2006, febbraio 4). <em>Wikipedia, L&#39;enciclopedia libera</em>. Retrieved 23:18, febbraio 26, 2006 from<br /> <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Olismo&amp;oldid=2113425" title="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Olismo&amp;oldid=2113425">http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Olismo&amp;oldid=21134 25</a>.</li>
<li id="footnote_1_49" class="footnote">Sezione nazionale dell&rsquo;International Solar Energy Society: <a href="http://www.isesitalia.it" title="http://www.isesitalia.it">www.isesitalia.it</a></li>
<li id="footnote_2_49" class="footnote"> Associazione Nazionale Architettura Bioecologica: <a href="http://www.anab.it" title="http://www.anab.it">www.anab.it</a></li>
</ol>
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		<title>Geometria frattale e architettura</title>
		<link>http://stocastico.it/2005/12/geometria-frattale-e-architettura-alcuni-scritti/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 02:13:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho trovato alcune pagine interessanti sul rapporto tra architettura e geometria frattale, in particolare la teoria del pattern &#232; piuttosto rivoluzionaria anche se non conosco esempi di una sua applicazione. Articoli di Nikos A. Salingaros: I frattali nella nuova architettura Connecting the fractal City Il fondamentalismo geometrico Katarxis &#8211; webzine Articoli sulla teoria del pattern [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato alcune pagine interessanti sul rapporto tra architettura e geometria frattale, in particolare la teoria del pattern &egrave; piuttosto rivoluzionaria anche se non conosco esempi di una sua applicazione.  Articoli di <em>Nikos A. Salingaros</em>:
<ul>
<li><strong><a href="http://www.math.utsa.edu/sphere/salingar/fractals-italian.html" target="_blank" title="I frattali nella nuova architettura">I frattali nella nuova architettura</a></strong><em> </em></li>
<li><a href="http://www.fractal.org/Samenhang-Industrieel-Ontwerpen/Connecting-the-Fractal-City.htm" target="_blank" title="Connecting the Fractal City"><strong>Connecting the fractal City</strong></a><em> </em></li>
<li><a href="http://www.math.utsa.edu/sphere/salingar/fund-italian.html" target="_blank" title="Il fondamentalismo geometrico">Il fondamentalismo geometrico</a></li>
<li><a href="http://www.katarxis3.com/index.html" target="_blank" title="Katarxis">Katarxis &#8211; webzine</a></li>
</ul>
<p> Articoli sulla teoria del pattern di <em>Alexander</em>:
<ul>
<li><a href="http://downlode.org/etext/patterns/" target="_blank" title="A Pattern Language"><strong>A Pattern Language</strong></a><em> di Christopher Alexander, Sara Ishikawa, Murray Silverstein, with Max Jacobson, Ingrid Fiksdahl-King and Shlomo Angel</em></li>
<li><a href="http://www.archimagazine.com/apatti.htm" target="_blank" title="Il pattern language">Il pattern language</a></li>
<li><a href="http://www.tipus.uniroma3.it/Master/lezioni/lezPMAF/patternl/note_pl.html#biblio" target="_blank">&quot;A pattern language&quot; e la poesia del linguaggio</a></li>
<li><a href="http://www.stefanoborselli.elios.net/scritti/dibattito_alexander_eisenman.htm" target="_blank">Dibattito tra Christopher Alexander e Peter Eisenman</a></li>
<li><a href="http://www.tipus.uniroma3.it/Master/lezioni/AID/EM_patt.html">Pattern language</a></li>
<li><a href="http://www.tipus.uniroma3.it/Master/lezioni/giangrande/AG_patt.html">Considerazioni su il &quot;pattern language&quot;</a></li>
<li><a href="http://www.tipus.uniroma3.it/Master/lezioni/AID/AC_patt.html" target="_blank">Pattern language secondo Salingaros</a></li>
</ul>
<ins style="text-decoration:none;"><div class="wpflickr_container"><div class="wpflickr_title">Fractal</div><img src="http://farm1.static.flickr.com/167/410005388_772631cfac_s.jpg" alt="Fractal" /><img src="http://farm1.static.flickr.com/66/409854602_f8733f75d6_s.jpg" alt="Fractal" /><img src="http://farm1.static.flickr.com/172/409854585_89437bd17f_s.jpg" alt="Fractal" /><img src="http://farm1.static.flickr.com/187/409854564_47a087ae61_s.jpg" alt="Fractal" /><img src="http://farm1.static.flickr.com/183/409846797_8607b402ef_s.jpg" alt="Fractal" /></div></ins>
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