Eternit

Non è la via più difficile del mondo, è semplicemente la via “sportiva” più difficile che ho scalato. Ha una storia lunga e comincia quando mi sono chiesto la prima volta come potevano essere quei luoghi dove ogni sera andava a morire il sole. Eternit è nascosta proprio lassù, in un ambiente solitario e dimenticato di queste montagne, piccola e verticalmente démodé a metà fra i luoghi dove sono nato e quelli dove sono vissuto.1 

Maurizio Manolo Zanolla

Climbing
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  1. tratto da http://www.verticalmentedemode.com()
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K’un – L’Assillo (l’Esaurimento)

I tempi di avversità sono il contrario del successo, ma possono condurre al successo se colpiscono l’uomo giusto. Quando un uomo forte cade in disgrazia, rimane sereno nonostante il pericolo, e questa serenità è la base di successi futuri. Perché questa fermezza è più forte del destino. Chi si lascia spezzare interiormente dall’esaurimento non ottiene infatti alcun successo. Ma in uomo che dalle avversità rimanga solo piegato, esse producono forza per reagire che col tempo viene certamente alla luce. Di questo un ignobile non è capace. Solo il grande uomo opera salute e rimane senza macchia. E’ vero che dapprima gli è negato l’influsso verso l’esterno, visto che le sue parole non hanno effetto. Perciò in tempi di avversità è opportuno essere interiormente forti e risparmiare le parole.1 

IChing
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  1. tratto da I Ching, Il libro dei mutamenti a cura Richard Wilhelm, Adelphi Edizioni()
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Pensare architettura

“Architettura non come messaggio, ma come involucro e sfondo della vita che scorre; un recipiente sensibile per i passi sul pavimento, per la concentrazione del lavoro, per il silenzio del sonno.”

“I dettagli, quando riescono felicemente, non sono una decorazione. Non distraggono, non intrattengono, ma inducono alla comprensione del tutto, alla cui essenza necessariamente appartengono.”

Pensare architettura, Peter Zumthor 1998

 

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Che tempo che fa: intervento di Edagar Morin

Edgar Morin presenta il suo ultimo saggio intitolato “La Via. Per l’avvenire dell’umanità” edito da Raffaello Cortina.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=uggfI DaqHNw

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Marasca

I cannelli chiamati marasca, non hanno niente in comune con la marasca
(conosciuta come ciliegia acida).
I primi sono stati prodotti dalla Ropp e la pianta si chiama:
nome italiano: ciliegio canino
nome botanico: Prunus mahaleb
Venivano posti in autoclave per fermare l’azione vegetativa e poi essicati.
E’ un legno con alto contenuto di cumarina. La cumarina era usata nel
tabacco per dare sapore e forza. Da anni è bandita perchè è risultata
cancerogena, cosi dicono.
In Italia si trovano comunemente ai bordi dei boschi. Il frutto (ciliegine)
è posto a grappolo anzichè singolo come nelle comuni piante di ciliege siano
selvatiche che innestate.
Fumate di ricerca su google1 

Marasca
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  1. tratto dalla mailing list MPC mail mpcmail.it()
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